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La sua origine (verso il 420 anno di Roma ) si collega alla distruzione da parte dei romani, guidati dal luogotenente Quinto Fabio, di un’antica città sannitica, “Ruffirio”, posta su Monteverde, contrada di questo territorio. La battaglia per l’espugnazione di Ruffirio fu denominata dai romani “Mirum bellum” da cui deriva l’appellativo del paese posto in basso, “MIRABELLO”.
Nel 1863, con R.D.22 gennaio 1863, all’antica denominazione fu aggiunta la specificazione “Sannitico”, in conformità al deliberato 24 agosto 1862 del Consiglio comunale, con il quale si volle differenziare il comune da Mirabello Eclano ( Avellino ), Mirabello Impec.cari ( Catania ), Mirabello ( Ferrara ) e Mirabello Monferrato ( Alessandria ).

Lo stemma del comune, adottato con delibera del consiglio di Mirabello S. n 13 del 22.6.1991, ha per simbolo tre frecce impugnate con punte all’insù su campo azzurro. Delle frecce, intrecciate con nastro tricolore, una è verticale e due sono posizionate a croce. Il gonfalone, in drappo giallo, è caricato dello Stemma che, nella metà inferiore è circondato da un ramo d’alloro e da uno di quercia; una corona muraria sovrasta lo stemma e, posizionata in alto, si legge la scritta “Comune di Mirabello S.”.

Nei primordi della monarchia angioina è feudatario della metà del territorio di Mirabello tale Stefano di Belcair, il quale ne rimane privato nel 1279, al tempo della rassegna dei diplomi, non avendo potuto esibire alcun titolo attestante il suo legittimo possesso. Titolare dell’altra metà del feudo in tale epoca ( e forse dopo del 1279 dell’intero feudo ), è la famiglia D’Alemagna.

Nel 1332 risulta barone di Mirabello tal Giovanni D’Arcuccio ( signore di Agnone ).
Nel corso del secolo XV Mirabello passa in feudo alla famiglia comitale di Campobasso e, precisamente, ad un ramo cadetto della stessa del quale sono noti Bernardo e Giambattista.

Giambattista Gambatesa, detto comunemente Monforte, muore nel 1465 lasciando unica erede la figlia Certa – che va sposa a Giambattista Del Balzo – la quale da’ al feudo due titolari: Vincenzo suo figlio ed erede e Giulio primogenito di Vincenzo.
Giulio aliena Mirabello nel 1564; acquirente del feudo è Andronico Cavaniglia, per la somma di 116 ducati 9000. Andronico è figlio di Troiano Cavaniglia conte di Troia e di Ippolita Carafa, figlia di Alberico. Nel 1569 Andronico rivende il feudo a Gianlorenzo de Allegrettis.

I de Allegrettis sono signori di Mirabello per meno di un secolo e mezzo.
Nei primi del secolo XVIII, Mirabello è possesso dei Brancia i quali, nel 1735, conseguono il titolo di marchesi del feudo.

Anteriormente al 1750, il feudo di Mirabello passa in dominio della famiglia Frangipane, che lo detiene sino all’eversione della feudalità.

Nel 1799 il comune è compreso nel Dipartimento del Sangro e del Canton di Riccia.

Nel 1807 fa parte del distretto di Campobasso e viene elevato a capoluogo di Governo avente alle dipendenze i comuni di Ferrazzano e Vinchiaturo. Nel nuovo assetto territoriale determinato con il R.D. 4 maggio 1811, il comune fa parte del circondario, poi mandamento, di Campobasso.

Durante il periodo preunitario, Mirabello vive le vicende storiche ed amministrative di tutti gli altri comuni della provincia di Contado Molise; nel periodo postunitario la sua storia è connotata, invece, soprattutto alla fine del secolo XIX, da una imponente emigrazione. Il comune dà un notevole contributo umano alla prima guerra mondiale ( 1915 – 1918 ), come si desume dalla lapide murata nel prospetto del Municipio. La salita al potere del fascismo provoca cambiamenti amministrativi e politici di rilievo: è da ricordare, ad esempio, l’aggregazione di Mirabello, Ferrazzano e Oratino a Campobasso. Soltanto a seguito del Decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 29 marzo 1947, il comune riacquista la sua autonomia amministrativa.