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IL PAESE
L’attuale centro di Duronia arroccato su una roccia, sorge sull’antico
tratturo Lucera – Castel di Sangro a 918m. s.l.m. e con superficie
di 22’24 kmq. Confina con Torella, Molise, Frosolone, Civitanova
del Sannio, Bagnoli del Trigno, Pietracupa.
Il suo agro è stupendo: è disseminato di costruzioni rurali,
alcune ancora in attività, altre oramai abbandonate ma ancora
denotanti le tipiche caratteristiche delle dimore rurali della fine
‘800 inizio ‘900. Il centro abitato conserva nel nucleo
più antico caratteristiche prettamente medievali.
Paese di emigrazione. In cent’anni ha perso 4000 abitanti partiti
per il lavoro all’estero. E’ passato da 2600 abitanti a
circa 600 attuali. Il paese ha risentito le conseguenze dell’emigrazione,
sia a livello degli affetti sia a livello strutturale, con il fenomeno
del degrado del patrimonio edilizio e l’abbandono delle terre.
Duronia si rianima d’estate, allorché si festeggia San
Rocco e vengono organizzate vivaci sagre paesane. Sui tratturi, a Duronia,
a Chiauci, a Civitanova sono ancora visibili i resti di rocche sannitiche,
che esercitano un grande fascino sui visitatori. A ricordo delle spedizioni
stagionali della transumanza si organizzano, ogni anno, passeggiate
a piedi sui percorsi fratturali.
STORIA.
Il nome antico del Comune era Civitavecchia, e cioè “Civile
veteris” nel secolo XIV – “Civitatis vetule”
nel latino curiale – “Civitavetula” nel secolo XVI.
Fra il 1755 e il 1760, quando furono scoperte nel suo agro pregevoli
tombe, e non poche iscrizioni lapidarie e monete attestanti la remota
preesistenza di un cospicuo centro urbano, si confermò nei cultori
di patrie memorie il convincimento che ivi sorgesse la “Duronia”
dei Sanniti, che Livio dice espugnata dal console Lucio Papirio Cursore,
console romano, nell’anno di Roma 459 (293 a.c.).
E perché sarebbe stata proprio Duronia e non altra delle tante
città sannitiche, delle quali invano le tracce e le venerande
reliquie? Il motivo fu che l’agro del Comune è percorso
dal torrente Durone, nel cui nome parve ravvisarsi la ricordanza e quasi
l’eco perpetuata del nome dell’antica città.
Il Garucci era di opinione che il presente abitato fosse invece l’erede
del superbo “Bavianum vetus”, come Pietrabbondante di “Aquilonia”,
dalla milizia linteata. Senonchè, per le reliquie tornate alla
luce, e per il Durone il cui nome pur qualcosa ha da ricordare, il consiglio
comunale chiese, nel 1875, ottenendolo, il permesso di mutare il nome
di Civitavecchia per quello di Duronia, per effetto del quale il piccolo
comune molisano ha raggiunto il duplice scopo di rivendicare un’agnazione
che l’onora e di sopprimere l’omonimia di Civitavecchia
laziale.
L’antico abitato è sulla vetta di un monte, le cui falde
occidue hanno a saldo rinforzo i cosiddetti “Morconi di Lauro”,
superbi ed eretti macigni alla cui sommità si adergono i “Morconi
di S.Tommaso”, che fanno scolta alla chiesa parrocchiale.
La memoria più remota che si abbia di Duronia n’è
data da un diploma del 1270 col quale Carlo I d’Angiò assegnava
la metà del feudo di Civitavecchia a Raimondo Cantelmo, figlio
di Bertrando signore di Roccavivara. Questo diploma, naturalmente, non
esclude che Duronia preesistesse fin dai tempi longobardi, se si tenga
conto che esisteva la vicina Civitanova: la quale, evidentemente, venne
cosi’ chiamata in contrapposto della Civitavecchia, il cui nome
attesta di per sé l’entità più antica.
Nel 1276 il feudo, nella sua integrità, passò a Gentile
della Posta, del quale fu successore il figlio Bartolomeo.
Sul finire del regno di Carlo II d’Angiò, e cioè
nei primordi del secolo XIV, era feudataria di Civitavecchia Isabella
Filangerio, della mobilissima prosapia venuta nel Reame coi normanni,
e che aveva preso il nome da Angerio (signore d’Angers) prode
cavaliere crociato.
La famiglia Filangerio (Filii Angerii), poi Filangeri, chiarissima
nel sacerdozio e nelle armi, e dalla quale usci’ nei tempi recenti
il sommo autore della “Scienza della Legislazione”, godeva
nobiltà in Napoli nei seggi di Nido e Capuana, e consegui’
nel 1444 l’abito di Malta.
Nel 1307 Isabella Filangerio assegnò alla propria figlia Isabella,
in dotario, la metà dei corpi feudali di Civitavecchia, in occasione
delle sue nozze con Roffredo Filomarino di Napoli. Civitavecchia per
questo motivo passò in dominio della chiara prosapia dei Filomarino,
sorrentina di origine, che ascese in fastigio nel secolo XIII ed iscritta
nel Seggio di Capuana.
Dalla fine del secolo XIV fino alla metà del secolo successivo
Civitavecchia fu pertinenza della Contea di Montavano, avendo per signori
feudali gli stessi titolari che in questa si successero.
Nel 1450, alla morte di Francesco di Montavano, Civitavecchia venne
data in feudo alla famiglia Piscitelli da Ferrante I d’Aragona.
Questa famiglia, insieme a quella dei d’Alagno, tenne in feudo
Civitavecchia per un periodo ultra secolare.
Nella prima metà del secolo XVII Civitavecchia divenne feudo
dei della Marra, signori di Macchia d’Isernia. Ultima famiglia
feudale, con possesso in data anteriore al 1648, fu quella dei D’Alessandro
di Pescolanciano.
TRADIZIONI
Tra le tradizioni sono caratteristiche la festa del patrono San Rocco
(16 agosto) , e la fiera dell’Incoronata (ultimo sabato di aprile).
Il 16 agosto hanno luogo le sagre “della pasta e fagioli”
e dello “Scattone”.
Il giorno 18 agosto viene festeggiata Santa Maria del Vasto presso l’omonima
frazione.
GASTRONOMIA
Piatto tipico di Duronia sono le “Laganelle”, tagliatelle
fatte in casa con pasta all’uovo.
TURISMO
Ricordiamo tra le attrazioni naturali del paese l’imponente massiccio
roccioso che porta il nome di Civita che presenta resti di fortificazioni
sannitiche.
Il massiccio sembra un arduo ed esteso pascolo con quattro creste che
ne interrompono il profilo. Quelle bizzarre creste si sprofondano nella
valle opposta determinando paurosi burroni; sono le vette dei “morconi”
che dalla valle s’innalzano per più di duecento metri e
anticamente rendevano inaccessibile “Civita” da attacchi
esterni. Ma la “Civita” non era inviolabile dalle altre
parti, e queste, vennero rafforzate da una cinta muraria della quale
sopravvivono poderose ma frammentari resti nelle falde settentrionale
ed orientale del colossale macigno.
Dall’alto di Civita il panorama è meraviglioso: è
il più vasto che offra il Molise, avendo la possibilità
di ammirare distintamente ad occhio nudo ben ventotto Comuni. E’
una visione indimenticabile di campagne fiorenti o selvagge, di rocce
asperrime o di piani verdeggianti, di monti nudi e di boschi frondosi:
una visione pittoresca che ha fascini strani nelle giornate serene dello
stanco autunno.
Il centro che nel medioevo era conosciuto come “Civitavetula”
conserva nel nucleo più antico le caratteristiche medievali.
Sono riconoscibili, nonostante i rimaneggiamenti subiti, le robuste
strutture del castello medievale. Monumento architettonico è
la chiesa di San Nicola, antichissima e forse coeva dell’abitato
del quale occupa la parte più elevata, fra le creste dei “morconi”,
cosi’ da dominarlo per intero. Ormai chiusa al culto, è
sorta probabilmente nello stesso periodo del castello. Restaurata nel
1886, è ad una sola navata e conserva la statua dell’Immacolata,
di pregevole fattura.
Dal 1441 è la croce in pietra nel centro del paese che denota
caratteristiche simili a quella di Civitanova del Sannio.
Una serie di ritrovamenti dimostrano l’antichità di Duronia:
un recinto sannitico è stato localizzato in località Civita
dove, peraltro, sono stati trovati anche alcuni reperti tombali. Altre
tracce di fortificazioni sannitiche sono individuabili lungo il tratturo
Lucera - Castel di Sangro, dove è localizzata anche la cascina
del duca di Pescolanciano. I resti di una villa romana sono stati riportati
alla luce in località Casaglivune. Altri reperti sannitici e
romani sono stati rinvenuti nella località Vicende, Casale e
San Basilio.
Allegri pic – nic possono essere effettuati presso la pineta che
si estende nelle immediate vicinanze del paese, approfittando anche
dell’esistenza di un’area pic–nic attrezzata in località
Cannavine nei pressi della locale sorgente acquifera.
Gli amanti della natura potranno recarsi in località “San
Tommaso” dove sorge in santuario (rudere) circondato dallo stupendo
paesaggio costituito dall’alternarsi di rocce e vegetazione.
LO SPORT
Duromolisina Calcio (squadra di calcio allestita con la partecipazione
dei giovani di Molise). Milita nel campionato di calcio di III categoria.
Lo sport è praticabile a Duronia nell’impianto del campo
di calcio e del campo di tennis. Più distensivo, per il tempo
libero, il gioco delle bocce reso possibile da due campi realizzati
nell’abitato. I bambini possono usufruire di un idoneo parco giochi.
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