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ORIGINI E STORIA

Cercepiccola si trova in cima ad una collina dell’Appennino Sannita a 679 metri sul livello del mare e domina la piana del fiume Tammaro. Ha una posizione geografica ridente e panoramica, esposta a Sud – Est, sempre illuminata dal sole, ricca di aria salubre ed ossigenata. Le origini di Cercepiccola risalgono probabilmente all’epoca romana, allorquando i patrizi romani di Sepino ( Altilia ) vennero a costruirvi numerose ville. Il nome del paese può aver avuto origine dal nome arabo ‘cerce’, che significa roccia, o più probabilmente dal latino “quercus”, giustificato dalla grande estensione dei boschi che vi era nell’antichità. “Quercus-minor” era una minuscola Università in epoca normanna. Gli Angioini la chiamarono “Cerula pizula”, mentre in atto notarile dal 1608 è detto “Cercepiccola”. Lo stemma del Comune porta al centro una quercia. Durante il medioevo, Cercepiccola era un feudo che passò, per vendite e successioni, a varie famiglie nobili fino ad arrivare ai Carafa.

ARTE E ARCHITETTURA

Ottaviano Carafa, nel 1571, fece costruire l’attuale Palazzo ducale a pianta quadrangolare che, nell’interno del cortile, conserva ancora delle arcate che dovevano far parte di un’ampia scuderia.
Adiacente ad esso sorge la chiesa parrocchiale di San Salvatore, un edificio di origini antiche più volte restaurato e totalmente ricostruito nel 1950, unitamente alla torre campanaria risalente al 1200. All’interno sono ben conservati una statua dell’Immacolata del 1770, opera dello scultore campobassano Paolantonio Di Zinno e il quadro della “Trasfigurazione”, opera del pittore Mattia Preti detto “il calabrese” ( 1613-1699 ). Dietro la chiesa c’è un bel giardino con una moderna vasca a zampillo e giochi per i bambini.
In piazza c’è un’antica e monumentale fontana a tre cannelle alimentata dalle sorgenti del ruscello Chirchietto. Nel centro storico del paese, sull’area recuperata con la demolizione di alcuni fabbricati pericolanti, è stata realizzata recentemente una piazzetta, denominata “Fontanino” dall’originario nome del lavatoio sovrastato da un fontanino in ferro. Il lavatoio ed il fontanino sono rimasti inalterati, in segno di continuità, mentre la struttura della piazza è stata realizzata a foggia di scalinata - anfiteatro in cui possono aver luogo rappresentazioni teatrali e concerti all’aperto.
Altra opera importante realizzata di recente, è il centro sportivo polifunzionale in località “cappella”, che dispone di un campo da tennis, due campi di bocce e, dulcis in fundo, di un modernissimo pattinodromo unico nel Molise.

FESTE E TRADIZIONI

Le occasioni per fare festa sono il carnevale, le feste religiose e la festività del Santo Patrono.
Il carnevale viene celebrato con due manifestazioni: il gioco della “pezzotta”, a cadenza annuale e la rappresentazione de “I Mesi” a cadenza pluriennale. La pezzotta è una forma di formaggio pecorino stagionato che pesa da 1 a 2 chilogrammi e che due squadre di giocatori debbono far rotolare lungo un tragitto prestabilito. Vince la squadra che per primo riesce a far giungere la pezzotta allo “scasso” ( traguardo finale ). La pezzotta deve essere lanciata avvolta da uno spago detto “zaiaglia”.

La rappresentazione de “I Mesi” viene introdotta a Cercepiccola alla fine del XIX secolo
I versi e le canzoni sono stati tramandati di generazione in generazione. Le rappresentazioni non hanno avuto mai cadenza regolare, e le fonti permettono un’esatta datazione solo a partire dal 1918. La manifestazione, che si svolge generalmente l’ultima domenica di carnevale, è una forma di drammatizzazione popolare, a cui partecipano in costume, in groppa ad asini e cavalli riccamente addobbati con coperte e pennacchi colorati, circa 32 personaggi, tutti rigorosamente di sesso maschile: 2 pulcinella, 2 cenciunari ( straccioni ), in presentatore, un direttore d’orchestra, un numero variabile di orchestrali ( cavalcano asini ) che solitamente raggiunge un massimo di 8, un nonno ( il secolo ), un padre ( l’anno ), 12 mesi e 4 stagioni. I costumi, per la maggior parte antichi, variano notevolmente tra i personaggi, ognuno dei quali rappresenta la vita ciclica della natura vista dal contadino. Il corpetto indossato da alcuni mesi è tutto addobbato d’oro e il suo peso varia da uno a due chilogrammi. La manifestazione inizia la mattina con il raduno dei personaggi e la sfilata nel centro storico, per proseguire fino al pomeriggio, con un numero variabile di repliche.
All’inizio ed alla fine della manifestazione tutti i protagonisti cantano “Siam fieri e baldi, siam pien d’ardore, di Cercepiccola noi siamo il fiore, e con la musica e l’armonia cantiamo tutti in compagnia”, ovvero quello che è considerati l’inno del paese.
Durante la rappresentazione, i cercepicoolesi offrono bevande e frittelle sia agli attori che agli spettatori e la sera si festeggia con canti popolari e balli.
In passato, durante il carnevale, ogni anno venivano rappresentate anche altre “mascherate” itineranti, meno complesse de “I Mesi”. Ricordiamo: “La licenza di carnevale”, “Zeza”, “La reginella”, “Marchesella”, ecc….