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La tradizione racconta che Casalciprano sorgesse nei pressi dell’attuale
parco dell’Annunziata col nome di Coccheto ,distrutta da un terremoto,
un incendio, una frana, o una trave infuocata caduta dal cielo.
La successiva denominazione del nostro paese è quella di Casale
o Li Casali (come dicono ancora in alcuni paesi limitrofi ), nome che
i romani attribuivano ad un gruppo di case di campagna ,forse antico
possedimento di una qualche nobile famiglia romana.
In seguito alla caduta dell’Impero Romano, il territorio molisano
passò sotto il dominio dei Longobardi che con Rotari si impadronirono
di gran parte dell’Italia, dividendola in ducati (editto di Rotari
– 643 d.C.).Casalciprano appartenne senza dubbio al ducato di
Benevento, come richiamano alla mente anche antichissime filastrocche
sulle streghe tramandate fino ai nostri giorni. A testimonianza di questa
dominazione si ricorda inoltre il fatto che è tutt’oggi
presente nel nostro paese il cognome per l’appunto di Longobardi.
E’ difficile ricostruire le denominazioni successive, si susseguirono
infatti sul nostro territorio dapprima gli Slavi, cui fu affidato dallo
stesso duca di Benevento il Gestaldato di Bojano, poi, nel 1035, vi
fu la conquista da parte dei Normanni che fondarono il Regno di Sicilia
e divisero il territorio molisano in due contee: Loritello e Molise,
e proprio a quest’ultima dovette far capo la nostra Casalciprano.
Ai Normanni, per alleanze matrimoniali seguirono (1194) gli Svevi con
Enrico IV e soprattutto suo figlio Federico II, sotto il quale il meridione
acquistò splendore ed importanza sulla scena mondiale.
Nel Catalogo dei Baroni che parteciparono alla Crociata in Terra Santa
si legge: “Iulianus de Castropiniano tenet in capite Castrum Pinianum
et Casale feudum V militum et de Spineto I militis”. Quindi verso
il 1170 si ha ancora per il paese il solo nome di Casale.
Vi furono poi per le note vicende storiche gli Angioini e ancora gli
Aragonesi, e Casalciprano non potè far altro che seguire la stessa
sorte degli altri paesi del Meridione: affidata ora ad un feudo ora
ad un altro e aggregato ora all’una ora all’altra delle
province limitrofe.
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